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Via Francigena del Sud Salento — torna alla pagina iniziale
Via Francigena

Progetto

Per una Via Francigena del Sud Accessibile a Tutti

L'ultimo tratto della Via Francigena del Sud, da Lecce a Santa Maria di Leuca, attraversa uno dei paesaggi più suggestivi della Puglia: borghi rurali, masserie, chiese rupestri, ipogei e menhir che raccontano secoli di storia e di fede. È un percorso che ogni anno accoglie sempre più pellegrini e camminatori, ma che presenta ancora ostacoli concreti per chi si muove con una disabilità motoria, sensoriale o cognitiva, per le persone autistiche, per gli anziani o per chi ha esigenze alimentari particolari.

Il progetto «Per una Via Francigena del Sud Accessibile a Tutti», promosso dal Comune di Poggiardo insieme ai Comuni di Cannole, Giuggianello, Giurdignano, Martano, Palmariggi e Tricase, nasce per superare questi ostacoli e restituire al cammino il suo significato più autentico: un'esperienza aperta davvero a chiunque voglia viverla, in sicurezza e con dignità. Il progetto è finanziato dal Ministero del Turismo nell'ambito del Fondo per i Cammini Religiosi.

Un'idea di accessibilità che riguarda tutti

Il turismo accessibile non è un'offerta riservata ad alcuni: è un'offerta migliore per tutti. Una panchina all'ombra serve a chi cammina in carrozzina come al pellegrino che ha fatto venti chilometri sotto il sole; una segnaletica chiara aiuta chi ha una disabilità cognitiva come il visitatore straniero al suo primo giorno in Salento.

Per questo il progetto guarda a un mondo di bisogni più ampio di quello rappresentato dalle disabilità evidenti, e coinvolge tutti gli attori del cammino: i camminatori e le loro famiglie, gli accompagnatori, le strutture ricettive, gli operatori turistici e le comunità che accolgono. L'accessibilità è qui un diritto e insieme un'opportunità di sviluppo per territori interni spesso meno conosciuti della costa, ma ricchi di storia, natura e ospitalità.

Il riferimento è il codice etico globale del turismo dell'Organizzazione Mondiale del Turismo, che individua nell'accessibilità una caratteristica essenziale di un turismo responsabile, inclusivo e sostenibile.

Rendere il cammino percorribile

La prima linea di intervento riguarda il percorso stesso. È stata realizzata la mappatura digitale del tratto da Lecce a Santa Maria di Leuca, con la descrizione della morfologia del terreno, l'individuazione dei punti più critici e il tracciamento delle deviazioni che rendono il cammino percorribile anche a chi si muove con difficoltà.

Lungo il percorso sono previsti luoghi di sosta, panchine e piantumazioni negli slarghi pubblici, e il posizionamento di kit di primo soccorso nei punti individuati come più esposti. A questi si affiancano panchine-ristoro fotovoltaiche con presa di ricarica, pensate per chi usa lo smartphone anche come navigatore lungo il cammino.

Rendere il cammino conoscibile

La seconda linea di intervento riguarda l'informazione, ed è quella in cui il digitale fa la differenza.

Il percorso e i principali luoghi di interesse sono dotati di cartellonistica con QR code, collocata a un'altezza raggiungibile anche da chi è in carrozzina o in handbike, con informazioni essenziali in Braille per le persone cieche e ipovedenti: dove trovare fontane, farmacie, presidi di primo soccorso, negozi di alimentari e strutture ricettive accessibili.

Ogni luogo è raccontato da un'audioguida, pensata perché chi non vede possa ascoltare la descrizione di ciò che ha davanti, e da un video in Lingua dei Segni Italiana, realizzato da un interprete, perché le persone sorde ricevano lo stesso racconto nella propria lingua e non in una traduzione approssimata.

Questo sito web è il punto in cui tutto converge: le schede dei luoghi con testi, immagini, audioguide e video LIS; le tappe con lunghezza, dislivello, tempo di percorrenza e grado di percorribilità in carrozzina; le strutture e i servizi lungo il cammino, dalle farmacie alle fontane; e la mappa interattiva che li tiene insieme. Ogni scheda riporta il grado di accessibilità rilevato sul posto, distinto per tipo di disabilità, perché un luogo pienamente accessibile a chi si muove in carrozzina può non esserlo per chi non vede.

Dove il rilievo non è stato fatto, il sito lo dichiara invece di stimarlo: un'informazione non verificata, su questo tema, fa più danno del silenzio.

Vedere ciò che non si può raggiungere

Alcuni luoghi del Salento — ipogei, cripte, ambienti scavati nella roccia — non possono essere resi accessibili senza alterarli. Per questi il progetto ricorre alla realtà virtuale, con tour fotografici a 360 gradi fruibili da uno smartphone e un visore a basso costo, così che l'impossibilità fisica di entrare non si traduca nell'impossibilità di conoscere.

La realtà aumentata accompagna invece la mappa cartacea: inquadrando un punto con la fotocamera, il camminatore accede ai contenuti relativi a quel luogo.

Segnalare ciò che non va

Il sito non è solo un luogo da consultare. Chi percorre il cammino può segnalare una barriera architettonica incontrata strada facendo, indicandone la posizione e allegando una fotografia. Le segnalazioni vengono verificate e, una volta accolte, compaiono sulla mappa: chi partirà dopo lo saprà prima di mettersi in viaggio.

È il punto in cui il progetto smette di essere un racconto e diventa uno strumento di lavoro condiviso fra chi cammina e chi amministra il territorio.

Educare e comunicare

Accanto agli interventi materiali e digitali, il progetto promuove un forum sui percorsi religiosi accessibili e partecipa a borse del turismo, convegni e workshop locali, nazionali e internazionali, per sensibilizzare amministratori, operatori e comunità sul valore dell'accessibilità — non come adempimento, ma come scelta che amplia il pubblico di un territorio e ne migliora la qualità dell'accoglienza per chiunque.