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Via Francigena del Sud Salento — torna alla pagina iniziale
Via Francigena

Chiesetta Fortificata della Madonna della Grotta

Poggiardo

Nel cimitero, tra cipressi e cappelle, la chiesa-torre della Madonna della Grotta: torre in pietra con caditoie, portale e scala esterna.

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Lingua dei segni

Il racconto tradotto in Lingua dei Segni Italiana da un interprete.

Nel cimitero di Poggiardo si erge una struttura che cattura immediatamente l’attenzione: una torre fortificata munita di caditoie in corrispondenza delle aperture, simile alle torri costiere salentine costruite tra XV e XVI secolo per difendere il territorio dai continui attacchi dei pirati saraceni. Addossata alla torre si trova una costruzione singolare, con tetto spiovente a doppia falda, che contribuisce a rendere l’insieme ancora più particolare.
La presenza di una struttura difensiva in un cimitero è già di per sé insolita, ma ciò che la rende unica è il piccolo campanile a vela posto sulla sommità della torre. Questo dettaglio rivela la vera natura dell’edificio: all’interno della torre si conserva infatti una chiesetta, appartenente alla tipologia delle cosiddette Chiese‑Torri. Queste architetture nacquero intorno al 1500, dopo la caduta di Otranto, in un periodo segnato dai frequenti attacchi turchi, quando si cercò di fortificare ogni cosa: masserie, abitazioni e perfino le chiese, spesso bersaglio delle incursioni.
La chiesetta, dedicata alla Madonna della Grotta, è in parte ipogea: l’altare si trova infatti molto più in basso rispetto al piano di campagna e vi si accede tramite una scala scavata nella roccia, che parte direttamente dalla porta d’ingresso della torre. Subito dopo le scale, sulla parete sinistra, si conserva un affresco raffigurante i Santi Medici, mentre sulla parete destra è visibile l’immagine di un santo pellegrino.
La presenza di alcune lapidi sulle pareti testimonia un uso particolare della struttura: tra il 1841 e il 1873, a seguito del divieto di seppellire nelle chiese urbane, la cripta fu adibita a luogo di sepoltura, fino alla costruzione dell’attuale cimitero. Oltre agli affreschi più antichi, sono presenti dipinti settecenteschi, tra cui una Madonna Immacolata e una Santa Lucia.
L’altare, ricostruito nel XVIII secolo in elegante stile barocco con pietra leccese, rappresenta il cuore pulsante della cripta. Al centro si trova un affresco incorniciato da una mandorla, raffigurante il volto sereno e luminoso della Madonna della Grotta, da sempre oggetto di profonda venerazione da parte della comunità locale. Ai lati dell’altare si aprono due piccole porte, testimonianza della presenza di un’antica iconostasi.
Dietro l’altare si accede alla parte più interna della grotta, situata sotto la struttura con tetto a falda descritta in precedenza. Questo ambiente, probabilmente il nucleo più antico del complesso, che fu utilizzato in passato come ossario: attraverso una caditoia, le ossa dei defunti venivano fatte cadere in questo spazio, conferendo al luogo un’aura di mistero e raccoglimento.
La conformazione semi‑ipogea della chiesetta e la presenza della grotta retrostante suggeriscono che l’edificio sia sorto su un luogo sacro preesistente, probabilmente di origine bizantina e in parte sotterraneo, a conferma della lunga continuità cultuale dell’area.

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