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Via Francigena del Sud Salento — torna alla pagina iniziale
Via Francigena

Pozzo Fiume

Siti archeologici Tradizioni e artigianato Martano

Pozzo Fiume a Martano: in fondo a un prato fiorito, il piccolo edificio in pietra chiara del 1890 che protegge il pozzo; accanto, alcune persone.

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Lingua dei segni

Il racconto tradotto in Lingua dei Segni Italiana da un interprete.

Il Pozzo Fiume di Martano costituisce una testimonianza viva del rapporto antico tra il territorio e le sue risorse idriche. Nato come infrastruttura pubblica per la raccolta e la distribuzione dell’acqua potabile, il pozzo ha rappresentato per secoli un punto di approvvigionamento essenziale non solo per la popolazione martanese, ma anche per gli abitanti dei paesi limitrofi.
La denominazione “Pozzo Fiume” deriva dalla presenza, nelle sue profondità, di un corso d’acqua sotterraneo che, secondo le testimonianze tramandate, era percepibile stando in silenzio nelle immediate vicinanze del pozzo, grazie al caratteristico mormorio dell’acqua che scorre nel sottosuolo.
Nel 1740, il re Carlo III di Borbone dispose la costituzione di un catasto generale. Martano redasse il proprio catastonciario nel 1746, e tra i beni censiti compare il Pozzo Fiume, registrato come proprietà dell’“Università di Martano” (l’antico ente civico), ma destinato all’uso pubblico.
Tutti i cittadini, martanesi e non, potevano quindi attingere liberamente l’acqua, rendendo il pozzo un presidio fondamentale per la vita quotidiana e per l’economia rurale del territorio.
Il pozzo sorge nella parte più bassa del centro storico, conosciuta dai martanesi come “sutta a lu Costantino”, poiché situata al di sotto di Via Costantino, una delle vie più antiche del paese. L’area si interseca con la storica Catumerea, termine di origine grica che significa “parte bassa”: una zona naturalmente predisposta alla raccolta delle acque piovane.
Nel 1746, qui esisteva soltanto il pozzo scavato a mano, profondo 28,30 metri. Solo nel 1890 venne realizzato un fabbricato di protezione dello stesso, a testimonianza dell’importanza crescente attribuita alla struttura.
In passato l’acqua veniva sollevata mediante sistemi manuali come secchi tirati a braccia, oppure asini che azionavano una ruota collegata a una catena di secchi, i quali prelevavano l’acqua e la riversavano nei recipienti posti in superficie.
Questi metodi, semplici ma ingegnosi, hanno accompagnato la vita del pozzo per generazioni.
Il Pozzo Fiume è stato per secoli un punto di riferimento per la comunità dove vi si abbeveravano gli animali da soma, si radunavano i contadini diretti verso le campagne, sostavano viandanti e pellegrini in transito lungo le direttrici rurali.
Oggi il pozzo è riconosciuto come bene storico e culturale della comunità martanese. Sorge nel Rione Costantino, cuore della zona Fiume, e continua a essere valorizzato attraverso eventi e manifestazioni tradizionali, tra cui la storica Fiera de Santu Vitu.

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