Vai al contenuto
Via Francigena del Sud Salento — torna alla pagina iniziale
Via Francigena

Grotta Donato Micello

Poggiardo

Interno della Grotta Donato Micello: dalla volta pendono fitte stalattiti color ocra e crema, alcune sottili come aghi, altre spesse e ondulate.

Ascolta, guarda, segna

Audioguida

Il racconto letto a voce, per ascoltarlo mentre guardi il luogo.

Videoguida

Immagini del luogo con il racconto e i sottotitoli.

Lingua dei segni

Il racconto tradotto in Lingua dei Segni Italiana da un interprete.

La grotta prende il nome dal proprietario del fondo su cui si apre ed è censita nel Catasto Speleologico Regionale con il codice PU1577. È una delle cavità più imponenti e suggestive del sistema carsico della Serra di Poggiardo, nell’area arigillosa denominata Marirossi, oggi in parte ricoperta da pineta e caratterizzata da numerose cavità naturali di grande interesse speleologico.
La scoperta si deve al Gruppo Speleologico Salentino “Pasquale De Lorentiis”, che individuò l’ingresso e documentò un primo tratto. Le esplorazioni condotte negli anni 2000 dal Gruppo Speleologico Leccese ’Ndronico hanno ampliato in modo significativo la conoscenza della cavità, rivelandone l’estensione “oltre 150 metri” e ambienti di notevole valore scientifico.
Nel 2014 lo stesso gruppo ha realizzato un rilievo planimetrico che ha evidenziato una struttura articolata in più sale, ciascuna con caratteristiche morfologiche peculiari.
Tra gli ambienti più rappresentativi si distinguono:
• Sala del Coccodrillo, dove l’erosione carsica ha modellato una forma rocciosa che ricorda sorprendentemente un coccodrillo;
• Sala delle Rudiste, con pareti ricche di fossili di rudiste del Cretaceo, perfettamente conservati, a testimonianza del contesto geologico originario.
• Sala dei Pipistrelli, caratterizzata da concrezioni che evocano la sagoma di piccoli chirotteri appesi alla volta.
Dal punto di vista geologico, la grotta si sviluppa nei Calcari di Altamura del Cretaceo superiore, ricchi in frammenti di rudiste, talvolta sovrastati da litotipi miocenici come Pietra Leccese e Calcareniti di Andrano.
L’azione carsica, attraverso la dissoluzione del carbonato di calcio, ha ampliato fratture e cavità preesistenti, generando un sistema ipogeo complesso e ramificato. La grotta presenta numerosi speleotemi: stalattiti, stalagmiti e colate calcitiche, che conferiscono agli ambienti un aspetto scenografico.
L’interesse scientifico è accresciuto dalla presenza di una comunità faunistica diversificata, con organismi troglobi (strettamente adattati alla vita ipogea, come coleotteri cavernicoli e pseudo scorpioni) e specie troglofile, capaci di vivere sia negli ambienti sotterranei sia in superficie. Questa ricchezza biologica rende la grotta un habitat di elevata sensibilità ecologica, meritevole di tutela e monitoraggio.
In sintesi, la Grotta Donato Micello è una cavità di grande pregio speleologico, geologico ed ecologico, e rappresenta uno dei sistemi sotterranei più estesi e affascinanti della Provincia di Lecce.

Immagini