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Via Francigena del Sud Salento — torna alla pagina iniziale
Via Francigena

Territorio rurale e archeologia

Giuggianello

Cripta bizantina di San Giovanni a Giuggianello, chiesa rupestre ipogea immersa tra gli ulivi. Sulla destra spicca il campanile.

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Audioguida

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Videoguida

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Lingua dei segni

Il racconto tradotto in Lingua dei Segni Italiana da un interprete.

Il territorio rurale di Giuggianello costituisce un'area di grande interesse per la sua ricchezza di reperti storici e archeologici e di varie leggende che, nel corso dei secoli, si sono susseguite.
Il Dolmen Stabile.
Scoperto da Pasquale Maggiulli nel 1893 nel fondo Stabile, al confine tra i territori di Giuggianello e Giurdignano, questo dolmen è conosciuto anche col nome di Quattro macine, per la sua collocazione nei pressi dell'omonimo antico casale.
Il lastrone di copertura, con uno spessore medio di 20 centimetri, è percorso lungo tutto il perimetro della superficie esterna da un largo solco che confluisce in una cavità circolare; ed è sostenuto da 9 ortostati, 2 monolitici e 7 di pietre sovrapposte, che poggiano su un vasto banco di roccia affiorante.
Dimensioni altezza m 1,05, larghezza m 2,60, profondità m 1,80.
Il Dolmen Ore.
L’autore della scoperta è Luigi Corsini, che nel maggio del 1979, all’interno di un fondo denominato Ore, situato a pochi passi dalla masseria Quattro macine, e dal quale il monumento megalitico trae il nome per la presenza di un Inghiottitoio naturale o Vora (in dialetto Ora), individua un piccolo dolmen caratterizzato da una lastra di copertura orizzontale, spessa circa 25 centimetri, sostenuta da tre ortostati, dei quali solo uno è monolitico.
Il Menhir Croce Caduta.
Il Menhir Croce Caduta, alto 405 cm, sorge ai margini di un sentiero trasversale alla strada che unisce Giuggianello a Giurdignano, in località Quattro macine, non lontano dalla masseria omonima: il suo stato di conservazione è discreto, ma, come dice il nome stesso, fin dal passato è stato abbattuto ed è adagiato sul terreno a ridosso di un muretto a secco, spesso ricoperto da arbusti e vegetazione spontanea.
Proprio perché è per terra, è possibile vedere la cavità sulla parte sommitale che conteneva una croce verosimilmente in metallo: in epoca cristiana molti menhir sono stati riconvertiti da culto pagano a culto cristiano apponendo una croce sulla sommità o incidendole su uno dei lati.
Masseria Quattro Macine.
Nella zona denominata Quattro macine nel VII secolo esisteva un insediamento bizantino attaccato e distrutto dai turchi, riedificato successivamente, ma utilizzato come stazione di posta, tabacchificio e poi come masseria. Si trova al centro di un percorso archeologico megalitico caratterizzato dalla presenza di dolmen e menhir antichissimi. Immerso nella campagna salentina tra Giuggianello e Giurdignano, Palmariggi e Minervino a pochi chilometri da Otranto.